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Sagra della patata - 09/10/2010

Stand di prodotti tipici e di artigianato il tutto in una cornice di musica e folflore locale. Assaggio di piatti tipici leonessani a base di patate leonessane: gnocchi, patate “rescallate”,  fritte ed in tante altre maniere con la proclamazione della patata più grande e la premiazione del suo coltivatore.


Palio del Velluto

Il Palio del Velluto veniva disputato in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo e della relativa fiera.
La prima edizione data 1464.
I festeggiamenti furono interrotti e proibiti nel 1557 in seguito a tafferugli tra il pubblico che provocarono la morte di quattro persone.
L'evento, riportato in vigore dal 1997, celebra la memoria della feudataria di Leonessa, Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V.
Fastosi cortei e figuranti con abiti in perfetto stile, giochi popolari e taverne con vino e cibi dell' epoca hanno riempito le tre giornate di festa.
Venerdì sera La Gentil Disfida, spettacolo di corte riservato alle sole Dame.
La lettura del bando e la benedizione dei cavalieri hanno preceduto, nella giornata di sabato, la Corsa dell'Anello, torneo equestre tra i sestieri di Terzone, Corno, Torre, Croce, Forcamelone e Poggio, i rioni in cui Leonessa è suddivisa.

San Giuseppe da Leonessa

Il paese di Leonessa, incastonato tra i monti dell’Appennino, festeggia il 4 febbraio il suo Patrono San Giuseppe da Leonessa, rinnovando la devozione che lo circondò già in vita.
Nato a Leonessa nel 1556, preferì la povertà dell'ordine dei Cappuccini alla prospera condizione familiare nella quale era nato col nome di Eufranio Desideri. Ispirò tutta la sua vita alla difesa dei poveri, dei deboli e degli ammalati. Appena ordinato sacerdote partì missionario per la Turchia dove predicò agli schiavi dei bagni penali e provvide alle cure dei più miseri e degli appestati fino alla sua espulsione da Costantinopoli (1589) seguita al supplizio del "gancio" cui venne appeso per una mano ed un piede dal Sultano Amurat III.
L'apostolato di S. Giuseppe continuò quindi in Italia, non solo nella predicazione ma anche nella lotta alle prepotenze e alle ingiustizie, nella realizzazione di rifugi per malati e pellegrini, nell’istituzione di monti frumentari per salvaguardare i bisogni delle carestie.
Morì nel convento di Amatrice nel 1612; fu benedetto da Clemente XII nel 1737 e canonizzato da Benedetto XIV nel 1746.
La festa liturgica è celebrata il 4 febbraio, nella splendida cornice della Chiesa dei Cappuccini. Nel mese di Luglio, invece, i fedeli si mettono in viaggio verso il monte Collecollato ripercorrendo le stesse tappe del percorso tracciato dal Santo allorché eresse in cima al monte una grande croce, in memoria dei dolori e della morte del Salvatore e per celebrare la volontà di riconciliazione con il prossimo.
I festeggiamenti in onore del Santo si concludono ogni anno con la tradizionale festa celebrata la seconda domenica di Settembre, dove oltre alla solenne processione con l'insigne Reliquia del Cuore del Santo, si festeggia con canti, balli, manifestazioni ed un favoloso spettacolo pirotecnico.

Cammino di San Francesco

Il Cammino di Francesco, ideato dall’APT Rieti, oggi si estende a Umbria e Lazio sulle tappe fondamentali della vita del santo: dalle origini in Umbria, alla valle reatina culla della spiritualità, e da qui - con la possibilità di percorrere a piedi anche gli ultimi 100 km - fino a Roma.
Percorrendo a piedi i sentieri del cammino di San Francesco è possibile godere di tutte le bellezze naturali e di catturare un po’ dello spirito di pace e fratellanza universale che pervade questo ambiente e costituisce l’essenza del messaggio francescano.
Giunti a Leonessa, è da visitare la Chiesa di San Francesco, una delle più importanti della città. Iniziata nel Duecento, per volere dei Francescani, e terminata nella prima metà del Trecento, la chiesa è costruita in pietra rossa. La facciata è caratterizzata da un portale d'ingresso di stile tardogotico. L'interno è composto da tre navate divise da pilastri di forma ottagonale. Lungo le pareti delle navate sono collocati i portali decorati, appartenuti a due chiese scomparse, San Massimo e Santa Maria extra et prope portam. Sono conservati alcuni affreschi votivi del '400, attribuiti all'artista locale Domenico da Leonessa. All'interno della Chiesa si trova, inoltre, il Presepe di statue in terracotta policroma, uno dei rari e più preziosi esempi della modellazione scultorea in terracotta del Quattrocento. Ai lati della Cappella del Presepe, due statue in legno policromo, una cinquecentesca di S. Sebastiano ed una trecentesca di S. Biagio, singolare non solo per la raffinata decorazione, ma anche per il contrasto tra l’espressività del volto e la rigidità della figura. Nel 1993 è stato scoperto nella Cripta, un ciclo di affreschi di ispirazione giottesca, attribuiti ad autori diversi, tra cui spiccano la quattrocentesca Madonna dell'Ulivo e il Paradiso, realizzato nel Trecento. Il Convento di San Francesco presenta un chiostro interno, del Quattrocento, decorato con le scene della vita del Santo.
All’interno del Convento di S. Francesco, accortamente restaurato, si ammira il suggestivo chiostro quattrocentesco, affrescato al piano inferiore con storie della vita di S. Francesco.